Holy Hive torna con un nuovo insieme di canzoni, mentre continua a godere del crescente successo del loro album di debutto del 2020, "Float Back To You". Il loro caratteristico sound Folk Soul ha conquistato un vasto pubblico in tutto il mondo e li distingue dagli altri gruppi spesso etichettati come indie/folk. Queste due canzoni sono state scritte e registrate in una piccola casa nel deserto di Yucca Valley. Entrambe sono caratterizzate dalla strumentazione essenziale di Holy Hive: basso, batteria, chitarra e voce. Il lato A, "I Don't Envy Yesterdays", è un brano che affronta il ruolo del tempo nell'esperienza umana. Le voci acute di Spring cantano in modo poetico sulla futilità e l'accettazione, mentre la batteria di Homer Steinweiss crea di per sé una sottotrama sui limiti del tempo. In perfetto stile Holy Hive, affrontano concetti filosofici e astratti, ma il risultato è leggero e spensierato come una giornata estiva. Il lato B racconta una storia di amore perduto. Paul dipinge un quadro vivido per l'ascoltatore. Ma quest
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